Luigi Divari, grande conoscitore della laguna di Venezia e delle sua tradizioni, racconta la storia della navigazione e della pesca in laguna attraverso i suoi acquerelli e i suoi libri, tutti illustrati dall’autore stesso.
Divari ha esposto i suoi lavori in mostre organizzate in Italia, Germania e Giappone; ma molti suoi lavori hanno viaggiato in altri paesi, acquistati da molti appassionati di tutto il mondo. Da diversi anni, una parte della collezione dei lavori di Luigi Divari, si trova presso la nostra libreria ed è attraverso una visita in libreria del direttore del nuovo Hotel Aquarius che nasce la proposta di allestire una piccola mostra permanente all’interno dell’Hotel tutto dedicato ai pesci della laguna.
Mercoledì 5 agosto, alle ore 18.30, nella corte dell’Hotel Aquarius, abbiamo organizzato un piccolo vernissage della mostra in abbinamento alla presentazione del volume “ABC della barche della laguna raccontate ai ragazzi”, appena pubblicato per i tipi della libreria editrice Mare di Carta.
Si tratta di un volume sulle barche della laguna e i loro utilizzi nella storia, pensato per i ragazzi, ma adatto a chiunque si avvicini alle barche tradizionali. Sono trascorsi circa tremila anni da quando i pochi abitanti della terraferma veneta decisero di occupare anche un arcipelago composto da piccole terre emergenti nel mezzo della laguna e abbastanza vicine al mare. Questo trasferimento avrebbe richiesto la costruzione di diverse nuove barche, oltre a quelle che già possedevano, per portare su quel nuovo insediamento le molte cose di cui avrebbero avuto bisogno nella vita di tutti i giorni. Lo scopo di tutto ciò era quello di sfruttare il luogo per realizzare delle saline e la produzione del sale, redditizia attività commerciale.
Certamente, avviata questa attività, sarebbero poi servite delle nuove barche molto più grandi, e diversificate, che videro la luce dei secoli successivi. Molti anni dopo, questo insieme di isolotti, in gran parte edificati di casette, cavane e capanne, e uniti da ponti di legno, avrebbe preso il nome di Venezia.
Per chi lo avesse perso, qui il link dell’intervista che abbiamo fatto a Luigi Divari