L’ultra millenaria relazione tra esseri umani e l’oceano Atlantico è raccontata in modo abile da Simon Winchester come un’epopea del «mare interno della civiltà occidentale» che induce a scoprire, pagina dopo pagina, la grande storia di quella millenaria umanità che si è affacciata e ha attraversato quell’immenso mare, allora come oggi centro vitale del potere dell’Occidente.

Guai ad addentrarsi oltre le colonne d’Ercole, il mare poteva essere grigio, abitato da mostri e giganti. Ecco cosa si è pensato e temuto per secoli, ad eccezione dei Fenici popolo temerario che unici osarono sfidare quelle acque.

Oggi l’Atlantico è solo la breve distanza sospesa di un volo intercontinentale. Da costa a costa di questo Oceano sono passati duemilacinquecento anni di esplorazioni, guerre, commerci e disastri.

Attraverso le ambizioni e la condotta di marinai, scienziati, mercanti e soldati, questo mare viene visto a seconda delle circostanze e della sorte, come un alleato o un nemico, una risorsa o un pericolo.

Come i sette stadi della vita umana secondo Shakespeare: il Bambino, lo Scolaro, l’Amante, il Soldato, il Giudice, Pantalone in ciabatte, la Seconda infanzia; Winchester trasforma in attore ciascuno dei temi della vita oceanica secondo gli stadi citati.

Atlanticograndi battaglie marine, scoperte eroiche tempeste titaniche e un vasto oceano di un milione di storie di Simon Winchester, Ed. Adelphi