5 settembre 2020La finale della 58° edizione del Premio Campiello si terrà per la prima volta in Piazza San Marco a Venezia.
A presentare la cerimonia di premiazione sarà Cristina Parodi, giornalista e conduttrice televisiva, che ci accompagnerà attraverso un viaggio fra le piazze che convergono e si incontrano nella Piazza per eccellenza: Piazza San Marco, simbolo di apertura e incontro tra cittadini.
Per la prima volta la finalissima si terrà in piazza e, grazie all’iniziativa “Con la tua libreria al Campiello in Piazza”, realizzata in collaborazione con le librerie di Venezia e Mestre che regaleranno ai loro lettori l’opportunità di assistere alla serata finale, la manifestazione si aprirà alla cittadinanza.
Mare di Carta è fra le librerie che partecipano all’iniziativa e che propone i libri della cinquina finalista. 

Sommersione. Sandro Frizziero. Fazi Editore.

In fondo all’Adriatico, a nord, esistono isole filiformi che separano il mare dalla laguna veneta. In una di queste, Pellestrina, all’interno della laguna veneta, si svolge la narrazione di Frizziero. Tra i cinque finalisti, certamente quello più vicino alla sensibilità veneziana e lagunare.

Tralummescuro. Francesco Guccini. Giunti.

In un paese ormai disabitato, il narratore evoca per noi i suoni di un tempo lontano, in cui la montagna era luogo laborioso e vivo, terra dura ma accogliente per chi la sapeva rispettare. Guccini non canta più, ma la sua voce si leva di nuovo per noi, alta, forte e piena di poesia.

Con passi giapponesi. Patrizia Cavalli. Einaudi

Credevamo di sapere tutto di Patrizia Cavalli dopo aver letto i suoi libri di versi, ma questo libro di prose è una rivelazione. Realismo e genio visionario che ci ricorda i granbdi scrittori del ‘900.

Incanto del pesce luna. Ade Zeno. Bollati Boringhieri.

Romanzo di una forza visionaria fuori dal comune, ha il cinismo più feroce, ed è al contempo gravido di delicatezza e commozione. Un libro spericolato e malinconico sul confine tra ciò che conosciamo e ciò che ci spaventa.

Vita e morte di Bonfiglio Liborio. Remo Rapino. Minimum Fax.

Liborio Bonfiglio è una cocciamatte, il pazzo che tutti scherniscono e che si aggira strambo e irregolare sui lastroni di basalto di un paese che non viene mai nominato. Tutto in Liborio si fa racconto, parola, capriola e ricordo: la scuola, l’apprendistato in una barberia, le case chiuse, la guerra e la Resistenza, il lavoro in fabbrica, il sindacato, il manicomio, la solitudine della vecchiaia.